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#CORONAVIRUS: trasformare l’emergenza in opportunità

Mar 6, 2020coaching e counseling infermieristico

Può un’emergenza diventare un’opportunità di crescita e condivisione?

Può la paura trasformarsi in apertura e solidarietà?

 

In questi giorni di emergenza noi operatori sanitari siamo diventati gli eroi del momento, e molti di noi si sentono finalmente riconosciuti per il proprio spirito di sacrificio e per il coraggio che, in realtà ogni giorno, profondono all’umanità. Questa sorta di resa dei conti sociale, di fronte ad una società ormai cullata dal non dover più temere le malattie e di non aver più bisogno di noi, potrebbe già essere una risposta a queste domande.

 

Se non fosse che, in realtà, dentro a quelle divise ci sono uomini e donne che, pur essendo abituati ad avere a che fare con situazioni gravi ed emergenti, non si erano mai trovati prima in una condizione di così grande disorientamento.

 

Quello che emerso ieri sera, durante il primo meeting ONLINE sulla piattaforma Zoom riservato ai professionisti sanitari infatti, è stata l’incertezza, la fragilità, la difficoltà di dare risposte certe alle persone che si rivolgono. I cittadini da noi vorrebbero ricevere orientamento, incoraggiamento, sicurezza, in questo caos mediatico speculativo. E noi ci dibattiamo tra allarmismo, complottismo, circolari ministeriali ed evidenze scientifiche.

 

Ovviamente, al di là delle informazioni istituzionali autorevoli, nemmeno noi sanitari abbiamo la palla di vetro e non possiamo sapere come procederà questa situazione di emergenza. Quello che però ci può far sentire disorientati, è la maggiore responsabilità che, se da una parte ci offre maggiore visibilità sociale, dall’altra ci mette sotto pressione.

 

E lavorare sotto pressione non sempre e non per tutti è efficace. E soprattutto, alla lunga, visto che non sappiamo ancora quanto questa emergenza potrà durare, non è sano per noi.

 

Da oltre un anno AHNA Italia si rivolge agli operatori sanitari con il progetto #starebeneperfarebene e a maggior ragione in questo momento ci è apparso doveroso essere al fianco dei colleghi che sentono il bisogno di orientamento, di tecniche per la propria centratura e per preservare la propria salute. Tecniche che sarebbero peraltro utilissime anche a tutte le persone che si rivolgono a noi professionalmente.

Imparare a respirare, a tornare presenti, a superare la paura, sono infatti quelle tecniche proprie del Coaching Infermieristico, che è a sua volta una specialità dell’infermieristica Olistica, di cui quotidianamente noi di AHNA ITALIA ci occupiamo.

L’esercizio proposto ieri sera, nel primo MEETING ONLINE #CORONAVIRUS_trasformare l’emergenza in opportunità, è tratto da una antica tecnica di meditazione del Buddhismo Tibetano, chiamata TON GLEN.

 

Il Ton Glen si basa sul ribaltamento della tendenza istintiva che ci porta ad evitare la sofferenza (reale o immaginata) e a ricercare il piacere. E’ utilizzata da millenni per accompagnare malati e morenti e per trasformare la paura dell’ignoto in fiducia e compassione.

 

Infatti quando abbiamo paura di qualcosa, la nostra prima reazione istintiva è quella di chiuderci, serrando la mandibola e contraendo i muscoli e il diaframma. Il nostro respiro diventa corto e il nostro sistema produce ormoni adatti ad affrontare lo stress. L’attuale allarmismo ci mette a dura prova. Il Ton Glen ci insegna come rilassare consapevolmente queste parti attraverso la respirazione, in modo da poter scegliere il nostro livello di attivazione cortico-surrenale e modularlo sulla base di un effettivo pericolo.  Oppure scegliere di non farlo quando il pericolo non è attuale o reale.

 

La nostra mente distingue infatti i pericoli sulla base di un PRE-GIUDIZIO: l’esperienza precedente (nostra o dei nostri riferimenti educativi – genitori, insegnanti, ecc.) decide in modo “automatico” per noi.

 

Il Ton Glen si basa proprio sull’osservazione del pregiudizio e sulla possibilità, attraverso il corpo, con la presenza nel momento attuale, di superare le barriere fisiologiche automatiche e di aprirci a nuove prospettive e interpretazioni.

LA TECNICA FORMALE

Trovate uno spazio comodo in cui vi sentite accolti e protetti e sedevi, rilassandovi. Può essere utile tenere accanto un cuscino, una copertina e un pacchetto di fazzoletti. L’uso di una musica da meditazione può aiutare.

  1. Spostate la vostra attenzione dalla mente e dalle emozioni, per giungere alle sensazioni del corpo, osservando il rallentare dei pensieri e aprendovi alla spaziosità e chiarezza di base.
  2. Lavorate con la consistenza delle sensazioni. Durante l’inspirazione, immaginate di sentire una sensazione di caldo, scuro e pesante che entra nel vostro corpo, a livello del cuore. Nella tradizione Tibetana il cuore (4° Chakra) è il centro energetico in cui risiede il nostro potere di trasformare. Durante l’espirazione, irradiate all’esterno un senso di fresco, chiaro e leggero. Inspirate ed espirate completamente, da tutti i pori del corpo, fino a quando non avrete dimestichezza del metodo.
  3. Ora spostate la vostra mente sull’elaborazione di una situazione personale che considerate pericolosa o difficile. Contestualmente ad oggi, potrebbe essere questa epidemia causata dal Coronavirus, o forse queste protezioni che come operatori dobbiamo indossare, le persone estranee e potenzialmente contagiose che siamo chiamati ad incontrare… Immaginate questa situazione come se fosse un denso fumo nero davanti a voi, e incominciate con estrema delicatezza ad inspirarlo, per portarlo nello spazio del cuore. Espirate aria pulita, fresca, chiara.
  4. Appena avrete “ripulito” lo spazio mentale immediatamente attorno a voi, potete spostarvi su un piano immaginativo più ampio, includendo altre persone, colleghi, la vostra struttura lavorativa, il nostro Paese, il Mondo. Ogni situazione vissuta come negativa può essere trasformata nella nostra visione, e così facendo, possiamo infondere un senso di freschezza e di chiarezza anche a chi ne ha bisogno intorno a noi.

 

LA TECNICA INFORMALE

Questa pratica può essere messa in atto in modo informale in ogni momento della giornata, anche stando in piedi. Basta diventare consapevoli della nostra rigidità, sul piano fisico (contrattura muscolare), emotivo (ansia, rabbia) o mentale (giudizio, cinismo) di fronte a qualcosa (o qualcuno) che ci causa disagio.

Iniziando ad inspirare con delicatezza, consapevolmente, la negatività e con la fiducia che la sensazione di blocco si possa trasformare, possiamo provare ad includere invece che respingere, lasciando entrare il nuovo e permettendoci l’apertura alla compassione. Di me, dell’altro, del mondo.

Noi siamo il mondo che creiamo intorno a noi. Cambiando la nostra visione su di esso, possiamo scegliere come vivere la nostra realtà.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

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Blase KL, van Waning A. Heart Rate Variability, Cortisol and Attention Focus During Shamatha Quiescence Meditation. Appl Psychophysiol Biofeedback. 2019;44(4):331–342. doi:10.1007/s10484-019-09448-w

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Davidson RJ, Kabat-Zinn J, Schumacher J, et al. Alterations in brain and immune function produced by mindfulness meditation. Psychosom Med. 2003;65(4):564–570. doi:10.1097/01.psy.0000077505.67574.e3

Pagliaro, Mandolesi, Paren, Marconi, Galli, Sireci and Agostini, Human Bio-Photons Emission: an observational Case Study of Emission of Energy Using a Tibetan Meditative Practice on an Individual, https://attivismoquanticoeuropeo.it/

La Dott.ssa Silvia Oggioni è docente di infermieristica olistica, Presidente dell’Associazione Tecnico-Scientifica Infermieristica AHNA ITALIA  e Responsabile Sezione italiana di American Holistic Nurses Association

 

Il collegamento ONLINE audio+video è garantito fino a 100 partecipanti  in condizioni di linea ottimali.

Zoom offre la possibilità di collegarsi anche solo da telefono, con chiamata da rete fissa o mobile ai costi di base del tuo gestore (come una normale chiamata).

Collegamento fornito GRATUITAMENTE in lingua italiana il giovedì, dalle 17,30 alle 18,30 ESCLUSIVAMENTE ai PROFESSIONISTI SANITARI.

Registrarsi almeno un’ora prima dell’inizio del Meeting.

 

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